Sidro?

E sento
un dolore di te
dentro
e la notte irrompe
sotto le palpebre
e mi nascondo al mio sguardo
dietro
lenti scure di
bottiglia.
Dimmi
chi
cosa – chi
chi sei? Demone che
condividerai questa
notte rotta
guasta
con me –
me? –
ma
anzi no
non dirmi nulla
ed entra – entra ti prego! –
e ti regalo tutto – tutto! –
e questo ventre
diroccato
pazzo sconvolto fratto
a rovescio
sfitto
te lo lascio
e puoi dormirci dentro
sotto
per questa notte sola se
vuoi. Piuttosto
cosa
chi che cosa
cosa?
ti offro – un altro sorso
di sidro? Dèi, versate l’ambrosia
e guardiamo assieme
il ballo delle lune
dalla finestra.
Aspetto altri ospiti
stanotte:
spiriti e fantasmi e
verrai? C’è posto, c’è posto per
tutti, tutte
spiriti e fantasmi e –
io porto il sidro, sai
e quando saremo tutti
quanti
maestro sonno dirigerà per me
– me! –
l’orchestra dei
gemiti e
dei pianti.

Siamo sullo sperimentale. Sorry. Non scrivo perché do esami, e non è neanche troppo male; in effetti do esami talmente tanto e con convinzione [ok, un tanto relativo; ma dignitoso] che riesco a limitare notevolmente la percentuale di energie sprecate in fantasticherie/sentimentalismi/i-modi-in-cui-ho-preso-a-sprecare-le-mie-energie-psichiche-ultimamente. Sono quasi due settimane che sopravvivo a me stessa senza crucci peggiori di “ma che cazzo diceva il teorema di Tennenbaum” o “non saprò mai riscrivere a memoria una dimostrazione delle stime sul numero di Turan di un ciclo di lunghezza pari in meno di venti minuti”. Per fortuna ci pensa il mio calendario biologico a ricordarmi che sono viva, e che quindi ogni tanto devo sperimentare ritmi e versi nuovi e attaccarmi alla bottiglia del sidro e cantarmi una ninnananna prima di dormire, sperando che passi, sapendo che passerà.

La cosa preoccupante in tutto ciò è che la teoria dei grafi estremale fa un filino cagare, comunque.

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2 thoughts on “Sidro?

  1. Ani-sama says:

    Io sento che pian piano le forze mi abbandonano. Anche io sotto esami (oggi forme quadratiche, da applicare poi su arnesi strani tipo i numeri p-adici), ma hai voglia lo spirito del primo anno…

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