Onirica

Chissà da quale angolo dimenticato la mente va a pescare i materiali con cui mettere insieme gli scenari dei sogni.
Ero a un ciclo di seminari. O una summer school, probabilmente. In effetti fuori c’era il sole e faceva caldo, anche se ci vestivamo come adesso, perciò non proprio caldo torrido. Era organizzata da Marmi. La summer school, dico, assumendo che fosse tale. Forse.
Che ci faccio a una summer school organizzata da Marmi?
E stavo in albergo. Io al terzo piano, mia mamma in una stanza al secondo, o forse viceversa.
Cosa ci faccia mia mamma a una summer school organizzata da Marmi è un mistero ancora più profondo, ma nel sogno non sembrava rilevante, anche perché nonostante la mia consapevolezza che lei fosse nei paraggi, credo che non facesse nememno un’apparizione.
Il problema erano i rumori: rumori inquietanti nella mia camera, prodotti da non-si-sa-cosa; a volte si spegne la luce, all’improvviso.
E poi la vedo: la limetta per le unghie che striscia sul pavimento, come richiamata da un magnete invisibile, e vibra e va a raggiungere altri oggetti che lì per lì non so identificare con precisione (forse delle forbici, e delle specie di lunghe pinze). Nel giro di pochi istanti si fondono a formare una sorta di raccapricciante insetto di metallo che all’improvviso è nero e lucido, e si muove in modo orrendo usando la limetta come leva, ed è grosso, lungo almeno una decina di centimetri, e ha sul davanti una lama spaventosa–
In quel preciso momento ho la certezza terrificante che l’insetto sta per saltare, e che si avventerà su di me e mi trapasserà il cuore con quella lama.
E il mio sangue si spargerà sul letto. E morirò.
Morirò.
Oddio.
Ma non è quello che accade.
L’insetto salta, sì, ma invece che gettarsi contro di me va a sfracellarsi direttamente contro l’interruttore della luce.
Un toc, un clangore di metallo, la luce si spegne.

E’ un incubo. Forse dovrei svegliarmi. Tanto tempo che non avevo incubi. Mmmmh? E’ la sveglia? Altri cinque minuti…

Sul pavimento c’è la limetta. Un tronchesino. Una pinza lunga, che sembra uno di quegli aggeggi che usano i medici per tirar fuori il bambino quando ti fanno il taglio cesareo. In piccolo. Qualcosa del genere.
Vado a cercare mia mamma al piano di sotto. O stava al piano di sopra? Ma che ci fa qua mia mamma?

Sì, sì, mi alzo. Forse. Forse no. Non è più angosciante quanto prima, posso continuare a dormire.

Non m’importa più di cercare mia mamma. Sono fuori, all’aperto.
Siamo fuori. Camera mia è stregata. Certo che c’è gente improbabile alle summer school di Marmi.
Dico: “ho paura. Torniamo insieme? Mi accompagni?”
Era vero fino a un momento fa, ma adesso non più: non ho paura proprio per niente. C’è il sole.
Torniamo insieme. Il fatto che camera mia sia stregata non viene messo in discussione.
E poi camminiamo vicini, una mano confortante poggiata dietro la mia schiena, che fa su e giù come dire: va tutto bene, tranquilla; mi sento un po’ in dovere di far presente che non ho più paura. Invece sto zitta. Fa caldo, ma non abbastanza perché non sia piacevole camminare vicini, o avere una mano che fa su e giù contro la schiena come dire: va tutto bene.
E in effetti, va tutto bene. Cosa c’è che non va in una camera d’albergo stregata?
Va meglio che bene. E’ anche finita la summer school.

Colazione! Colazione, ora o mai più.
Diamine. Diamine, questi benedetti sogni. Ma siamo pazzi? Insetti di limette per le unghie…?
Siamo pazzi. Che poi avevo detto: pulizia. Niente paranoie, niente pensieri folli, niente crisi ormonali, niente salti dell’immaginazione, niente preoccupazioni mondane, in effetti se possibile niente di niente. Solo flag algebras. Se proprio un po’ di processi stocastici. Basta, stop. Tutti i processi inutili verranno terminati. E l’avevo detto chiaro e tondo.
Siamo pazzi.
Perderò colazione. Saranno finite le brioches al cioccolato.
Dove sono le chiavi…? Che poi, insetti assassini di limette per le unghie…? Ma che diamine significa?
Il mio inconscio è sleale, indecentemente sleale. Qualsiasi cosa significhi, odio ammettere che sarebbe bello avere una mano che ti fa su e giù sulla schiena come dire: va tutto bene.
Avevo detto basta.
Odio le summer school di Marmi.

Advertisements

3 thoughts on “Onirica

  1. Ani-sama says:

    Pensa, io faccio sogni praticamente solo quando dormo irrequieto. E quasi mai mi danno sensazioni piacevoli.

    (Hai mai sognato di sognare? Io sì, avevo tipo 10 anni…)

  2. Ani-sama says:

    LOL scusa l’off-topic, ho notato che sono finito nel blogroll, ma ora che mi dici “almeno talvolta aggiorna” mi fai venir voglia di aggiornare giornalmente. XD

    No, vabè, più che altro ci vuole l’ispirazione, che ora è più o meno tutta impegnata nel calcolo delle variazioni…

  3. phitilde says:

    :D
    Non è che non sogni, presumo, ma che dormendo irrequieto è molto più facile che ti ricordi qualcosa.
    In ogni caso mi sono evoluta: in un sogno più recente andavo a tenere una conferenza di geometria a una (colorita) competizione internazionale di Matematica in Africa, con Dvornicich che giustamente era il team leader… Non hai idea di quanto fosse surreale.
    (Anche perché forse si vinceva scrivendo poesie… ehm… e in tutto ciò si svolgevano tra le altre cose lotte di galli. Forse le domande di perfezionamento minano la mia già dubbia sanità mentale.)

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s